Salvate la Costituzione

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 13-12-2018 Roma Politica Senato. Voto di fiducia sul DL Anticorruzione Nella foto l’aula del Senato durante il voto Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 13-12-2018 Roma (Italy) Politic Senate. Vote on the Anti-Corruption Decree In the pic the Senate Hall


Nel silenzio generale, tranne qualche plauso “al taglio degli sprechi della casta”, ieri è stato approvato dal Parlamento, anche con i voti del partito di Giorgia Meloni, quella, che si guardano bene dal definire una grande riforma costituzionale, ma che, con la ridefinizione del referendum propositivo, sta, di fatto, cambiando le basi della democrazia rappresentativa parlamentare.

A questo si affianca il celebrato taglio dei parlamentari, che saranno quindi sempre meno espressione del territorio che dovrebbero rappresentare e sempre più legati solo al leader del partito che ne deciderà le candidature. Un parlamento meno numeroso, ma con solo nominati in partiti dove la democrazia interna praticamente non esiste.

Per sventolare la bandiera del populismo anticasta, si smonta cosi l’architettura della democrazia parlamentate e le si rimpiazza quella da blog.

Dato il clima che si respira nelle strade, dove ogni provvedimento, anche autolesionista, ma che sembri diminuire i privilegi di chi fa politica, è non solo benaccetto, ma agognato, gli organi di stampa si limitano a qualche nota timida, giusto un accenno e nulla più.


Sarò fuori moda, ma resto legata al principio di rappresentanza territoriale dei nostri eletti, all’idea di potermi rivolgere a chi ho votato e a poterlo non votare più se si dimostra incapace.

Proprio per questo ho sostenuto i referendum elettorali di Mario Segni, con lo scopo di cambiare leggi che di fatto rendevano il parlamentare non interessato a difendere le istanze del suo territorio quanto a tutelare il suo rapporto con chi aveva il potere di candidarlo.

Se vogliamo cambiare la nostra architettura costituzionale, allora si faccia una riforma completa di ampio respiro, che preservi pesi e contrappesi democratici e rinnovi lo Stato per rispondere in modo più efficiente all’esigenza dei tempi. Vedo invece l’assenza di una visione d’insieme, forse l’incapacità anche solo di ipotizzarla.

Di questo passo indosserò le vesti di Cassandra e mi unirò a quelli che continuano a ripetere fino allo sfinimento:

SVEGLIA ITALIA!

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