Referendum elettorale? No grazie!

Eccoci qui, dopo un’era geologica ancora a parlare di referendum elettorale e a sentirsi rispondere: ” no grazie!”.

La vignetta qui sopra era quella che io, ed un bravo professionista, avevamo ideato nel 2009 per i referendum sulla legge elettorale promossi, tra gli altri, dal professor Mariotto Segni. All’epoca la Lega era quella di Bossi e la sua posizione era invitare tutti a non votare. Piuttosto divertente da dire oggi, che vero motore di questo tentativo referendario è proprio la Lega, anzi la Salvini Premier.


Chi mi conosce da tempo sa che ho sostenuto la battaglia per il maggioritario, sperando in un doppio turno alla francese e appoggiando la riforma per il semipresidenzialismo.  Bei tempi, soprattutto perché ero giovane e perché sono stati veramente molti gli amici incontrati in quel periodo, legati da un impegno ideale totalmente privo di calcoli egoistici.

Uno di questi era Giovanni Guzzetta , l’avvocato che ha difeso davanti alla Corte quest’ultimo referendum.


Questo è il mio passato e ne vado fiera, ma una cosa va detta: fino ad oggi abbiamo sempre avuto maggioritari sbiaditi frutto di leggi elettorali costruite su sbilenchi calcoli di partito.
Vi siete mai accorti che per le riforme della legge elettorale vale il detto: “il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi”? Ci fosse stata una volta in cui i partiti, modificando la legge in base ad interessi di parte, abbiano ottenuto il risultato auspicato alle successive elezioni.


Dico un’ovvietà: la legge elettorale dovrebbe essere stabile nel tempo, il legislatore italiano invece cambia di continuo le regole per mantenere il più possibile invariata la sostanza: favorire il rapporto tra eletto e partito e non tra eletto ed elettori, ottenere un Parlamento di nominati, magari legati dal vincolo di mandato, delegittimato nelle sue funzioni, uno scenario troppo reale, per essere definito un incubo‼
Un cul de sac non c’è che dire.


Per il resto, rimane la “quasi” sorpresa di vedere la Corte rigettate un referendum chiesto da 8 regioni perché troppo manipolativo, quando solo poco tempo fa si è dimostrata in tutta la sua creatività affrontato il “caso Cappatohttp://bit.ly/2v5enwf e pronunciandosi su una questione delicata, che colpevolmente il Parlamento evita, così come il suicidio assistito.


Ad maiora semper❗

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