Il 29 marzo io dico NO alla propaganda.

La Costituzione e la democrazia rappresentativa sono la spina dorsale del nostro Stato, la nostra identità di Nazione.

Entrambe sono frutto di scelte consapevoli, non di azioni casuali.

Pensare di poter intervenire sulla nostra Costituzione senza articolare una riforma sistematica del ruolo e della funzione delle due Camere, ma procedendo esclusivamente ad un taglio lineare dei parlamentari, da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori, significa destabilizzare il quadro degli equilibri che i nostri padri costituenti hanno creato a tutela del nostro diritto ad essere rappresentati

I dati ci confermino che su 28 stati europei solo 4 hanno una rappresentanza inferire alla nostra, mentre se il taglio passasse saremmo in assoluto il Paese meno rappresentato.

L’idea che questo risultato sia accettabile a fronte di un risparmio calcolato intorno allo 0,007% della spesa pubblica testimonia solo il disprezzo per il Parlamento e per la democrazia rappresentativa. Così la riduzione a 200 dei senatori eletti su base regionale comporterà l’innalzamento della soglia di sbarramento per i partiti politici che si presenteranno alle elezioni impedendo di fatto l’accesso al Senato di ampie porzioni rappresentanti il corpo elettorale.

Come comporterà una modifica a favore del peso dei delegati regionali nell’elezione del Presidente della Repubblica.

Questa riforma sembra avere come unico obbiettivo reale: impedire il corretto svolgimento delle due Camere e delle Commissioni così da rendere la democrazia parlamentare bloccata.

Lo ha spiegato bene Christian Rocca, direttore editoriale de Linkiesta e colimnist de La Stampa in un suo recente articolo

Votare no al referendum del 29 marzo è una medaglia al valor civile
Nessuna forza politica ha il coraggio di battersi contro il taglio dei parlamentari, la riforma populista e popolare che chiude la campagna contro la casta e avvicina l’obiettivo dei grillini di smantellare la democrazia rappresentativa

Ecco perché contro ogni demagogia il 29 marzo dirò NO.

Un NO per difendere le istituzioni repubblicane

Un NO per difendere il nostro diritto ad essere rappresentati

Un NO per difendere la verità contro le mistificazioni

Un NO per difendere la nostra Costituzione dalla propaganda

UN NO per difendere la nostra credibilità

Not in my name!!!

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