Il decreto: “Cura Italia”

Con il decreto “Cura Italia” oggi i giornali sono stati decisamente esaurienti ed io ho fatto l’errore di leggerli!

Prima di tutto va specificato una cosa: il decreto “Cura Italia”, non è ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale ( è vero, non scherzo) e già qui, in tempi normali probabilmente non basterebbero le parole per dire cosa un cittadino mediamente informato potrebbe pensare, ma tempi normali non sono.

Tra i vari punti che riguardano misure per 25 miliardi, su sanità giustizia, fisco, ammortizzatori sociali, lavoratori, PMI etc. il decreto prevede alcune perle.

  • Rinvio di due mesi delle scadenze fiscali per alcune categorie particolarmente colpite da questo lockdown, categorie che continueranno a NON fatturare, quindi la domanda nasce spontanea( direbbe Marzullo) che cavolo di aiuto sarebbe?
  • Allungamento tempi di accertamento fiscale per il 2015 di due anni, ossia, nel mezzo di una pandemia l’agenzia delle entrate pensa bene ( NON per il 2020 badate bene) ma per il 2015 di prendersi due anni in più per poter controllare le nostre dichiarazioni dei redditi. Ecco, durante pulizie di Pasqua che tutti state facendo in questi giorni di clausura tanto per fare passare il tempo, occhio al faldone con le vecchie ricevute della farmacia, sì quello che non sapevate dove piazzare, appoggiatelo con cura e limitatevi a spolverarlo, almeno per i prossimi due anni.
  • E poi la chicca, quella che proprio mi piace di più: divieto di licenziamento per due mesi. Che meraviglia direte vero? Con il cavolo, rispondo io. Fermatevi un secondo a pensare: un piccola impresa, che non lavora da due mesi, nessun incasso, le solite spese fisse o poco di meno, ecco questa piccola impresa dovrà continuare a pagare, pur non lavorando, gli stipendi dei dipendenti che ha a casa, fermi. Secondo voi cosa farà? Non ci vuole molto vero? FALLIRA’. Una nuova serranda che non si rialzerà più, e questo maledetto Covid_19 avrà mietuto un’altra vittima. Quindi, invece di stringere il cappio intorno al collo dei piccoli imprenditori, la cosa razionale da fare sarebbe aiutare chi perderà il lavoro con i sussidi, con la cassa integrazione etc, e domani lo stesso imprenditore sarà il primo a riassumere i suoi dipendenti. Ma se le PMI chiudono chi farà ripartire il Paese secondo i nostri governanti? Chi ridarà lavoro a chi lo ha perso? Loro, magari con un bel reddito di cittadinanza diffuso e pagato a debito?

P.s. Sui 600 euro una tantum per le partite iva, solo se iscritte all’inps, mi taccio; sembra che per ottenerli sia prevista una sorta di corsa per rientrare tra i primi 300mila, altrimenti nada e per dimostrare che se ne ha titolo probabilmente servirà una giornata di lavoro destinata a compilare la modulistica necessaria, oltre alla certezza di un futuro accertamento fiscale.

Grazie veramente, troppo buoni! Ed intanto #iorestoacasa

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: