Sono Alice nel Paese delle Meraviglie

Onestamente mi pare di essere Alice nel Paese delle meraviglie, ma realmente io, cattolica praticante, devo saltare sulla sedia leggendo della nomina fatta dal ministro Speranza di Sua Eccellenza Reverendissima Vincenzo Paglia come presidente della “Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana”? Veramente le belle anime di sinistra sempre pronte a scagliarsi contro le presunte ingerenze del Vaticano quando questo si appella e richiama giustamente il popolo alla parola di Dio, alla visione dell’uomo rispetto a sé stesso e all’altro, al concetto di vita che è dono, di comunità che è Chiesa, di uomo che è sempre fine ultimo e mai mezzo, oggi sono silenti? È ovvio che sono indiscutibili le qualità e le capacità di Vincenzo Paglia, gran cancelliere del Pontificio Istituto Teologico per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, Presidente della Pontificia Accademia per la vita, cofondatore di Sant’Egidio, una lunghissima esperienza, una vita spesa in questo campo, mente brillante oltre ogni dubbio, ma ciò non toglie che questa nomina sia un grave errore

il presidente della commissione è colui che indica l’orientamento generale, sintetizza la pluralità degli apporti, indirizza la realizzazione; possibile che non salti all’occhio il conflitto reale che è insito proprio con l’essere Arcivescovo?  Possibile che a richiamare alle ragioni di laicità dello Stato e di inopportunità così evidenti siano solo pochi e per di più cattolici che notoriamente condividono le posizioni dell’Arcivescovo e del Vaticano? Ebbene a quanto pare sì. Da cattolica, da liberale, da cittadina italiana mi ritrovo a far notare che qui la laicità dello Stato è ancora una volta fraintesa, abusata, piegata a logiche di parte, che nulla sanno di democrazia e di libertà. Se la laicità che tanto viene sbandierata ogni volta che un cattolico difende le radici comuni, la nostra cultura e la sua fede, si riduce a voler abolire i crocifissi nelle scuole, le feste di Natale, i Presepi in piazza, allora signori oltre ad essere dei noti ipocriti siete anche delle CAPRE!!!

Fortuna nostra che il nostro credo ci abbia insegnato la libertà, ci abbia dato la forza di non arretrare per le giuste battaglie, ci abbia insegnato che nella Verità c’è la risposta e che essere cittadini non è mai in contrasto con l’essere cattolici, ma anzi ne è la sublimazione, perché essere partecipi nella propria comunità è essere testimonianza di una Chiesa Viva.

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